Formazione professionale in Psicodramma – Teatro dell’Oppresso e Costellazioni Familiari


Ci sono frasi che forse non pronunciamo ad alta voce, eppure orientano la nostra vita:

Non posso desiderare per me.
Non posso superare qualcuno della mia famiglia
Devo salvare gli altri.
Non posso dire di no.
Non posso essere libero.

Non sono semplici pensieri, possono essere copioni familiari invisibili, nati dal bisogno di appartenere, di non ferire, di non tradire o di continuare inconsapevolmente il destino di qualcuno.
Ma che cosa accade quando questi copioni non vengono soltanto raccontati, bensì messi in scena, osservati e trasformati attraverso l’azione?

La mia formazione e più di ventanni di esperienza nel campo delle Costellazioni Familiari mi hanno portata a ideare un percorso formativo professionale che integra tre meravigliose discipline: Teatro dell’Oppresso, Psicodramma e Costellazioni Familiari. Si tratta di una formazione completa composta da 5 webinar serali, dedicata ai professionisti della Relazione d’Aiuto e a chi desidera lavorare sulle dinamiche familiari che limitano la libertà, le relazioni e la realizzazione personale.

La formazione prevede:

  • 45 ore di attività didattica ed esperienziale online
  • 50 ore complessive certificate in Attestato professionale, comprendenti lo studio e l’elaborazione personale
  • Attestato utilizzabile come tirocinio formativo e come aggiornamento professionale
  • ECP SIAF
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Il programma e le date

1. Non posso desiderare per me: mercoledì 16-23-30 settembre 2026
L’oppressione del sacrificio familiare: Lealtà alla madre, al dolore familiare e alla convinzione che gli altri debbano venire sempre prima di noi.

2. Non posso superare la mia famiglia: mercoledì 14-21-28 ottobre 2026
L’oppressione della lealtà familiare. La difficoltà a essere più felici, realizzati, visibili o prosperi dei propri genitori e antenati.

3. Devo salvare qualcuno: mercoledì 11-18-25 novembre 2026
L’oppressione della responsabilità precoce. Il figlio genitorializzato, il bambino che si prende cura degli adulti e la necessità di salvare qualcuno per non incontrare il proprio dolore.

4. Non posso dire di no: mercoledì12-20-27 gennaio 2027
L’oppressione del bisogno d’amore. La paura di essere esclusi, abbandonati o di perdere il proprio posto quando si esprimono bisogni, limiti e confini.

5. Non posso essere libero/a: mercoledì 10-17-24 febbraio 2027
L’oppressione del destino familiare. Ripetizioni, irretimenti, identificazioni e mandati transgenerazionali che sembrano impedire una scelta autonoma.


Le metodologie e tecniche applicate alla formazione

Lo Psicodramma

Ideato da Jacob Levy Moreno, è un metodo attivo che permette di esplorare una situazione non soltanto attraverso il racconto, ma attraverso la sua rappresentazione. Il protagonista può mettere in scena una relazione, un conflitto, una parte di sé o un momento significativo della propria storia. Gli altri partecipanti assumono i diversi ruoli e rendono visibili parole, emozioni e movimenti relazionali che spesso, nel solo colloquio, rimangono impliciti. Apprenderai tecniche come l’inversione di ruolo, il doppio e lo specchio che aiutano a osservare la situazione da prospettive differenti, a riconoscere vissuti non ancora espressi e a sperimentare risposte nuove.

Il Teatro dell’Oppresso (TDO)

Creato da Augusto Boal, utilizza il linguaggio teatrale per riconoscere e trasformare situazioni di oppressione personali, relazionali e sociali.
Apprenderai la tecnica del Teatro Forum in cui viene rappresentata una scena nella quale il protagonista non riesce a modificare una situazione che lo limita. Dopo la prima rappresentazione, la scena viene riproposta e gli spettatori possono intervenire. Lo spettatore diventa così spett-attore: entra nella scena, sostituisce il protagonista e sperimenta concretamente una possibile azione differente.

La scena diventa uno spazio di ricerca nel quale il gruppo può domandarsi:

  • Che cosa mantiene la mia oppressione?
  • Cosa non sta funzionando?
  • Che cosa accade se cambio posizione?
  • Quali nuove possibilità possono essere sperimentate?

Le Costellazioni Familiari

Le Costellazioni Familiari permettono di osservare il sistema più ampio nel quale l’oppressione si è formata. Aiutano a riconoscere:

  • lealtà invisibili;
  • esclusioni;
  • inversioni della gerarchia familiare;
  • identificazioni con genitori o antenati;
  • pesi assunti per amore;
  • ripetizioni e mandati transgenerazionali;
  • squilibri nel dare e nel ricevere.

Lo Psicodramma approfondisce il vissuto personale e relazionale.
Il Teatro dell’Oppresso rende visibili le forze che impediscono il cambiamento e permette di sperimentare nuove risposte.
Le Costellazioni Familiari collocano ciò che emerge nella storia e nell’ordine del sistema familiare.

L’integrazione dei tre metodi consente di passare dalla storia raccontata alla scena, dalla scena alla dinamica sistemica, dalla consapevolezza alla possibilità di agire diversamente.


Come lavoreremo online?

La formazione si svolgerà in diretta su Zoom e avrà un carattere sia teorico sia esperienziale.

Anche a distanza, i partecipanti non saranno semplici osservatori, potranno:

  • interpretare i personaggi dello Psicodramma;
  • rappresentare familiari, emozioni, parti interiori e forze sistemiche;
  • intervenire come spett-attori nel Teatro Forum;
  • utilizzare voce, postura, sguardo, distanza dallo schermo e movimento;
  • osservare le risonanze del gruppo;
  • partecipare a momenti di journaling e integrazione;
  • sperimentare la conduzione e ricevere indicazioni operative.

Ogni webinar si svilupperà in tre incontri di tre ore, per un totale di 9 ore, alternando teoria, rappresentazioni, osservazione e rielaborazione.


Come si integra quanto appreso nel lavoro individuale?

Le competenze apprese potranno essere adattate anche alle sessioni individuali. Quando non è presente un gruppo, le persone e le parti coinvolte possono essere rappresentate attraverso:

  • oggetti;
  • pupazzi o personaggi;
  • fogli;
  • carte immaginali;
  • simboli;
  • posizioni nello spazio.

Il cliente può osservare la scena, spostare gli elementi, cambiare prospettiva, dare voce ai diversi ruoli e sperimentare nuove configurazioni. Durante la formazione verrà quindi mostrato non soltanto come partecipare al lavoro di gruppo, ma anche come tradurne i principi in strumenti utilizzabili nella pratica individuale.


Che cosa imparerai?

Al termine del percorso avrai acquisito strumenti per:

  • riconoscere un’oppressione familiare invisibile;
  • distinguere il problema attuale dalla sua possibile origine sistemica;
  • individuare lealtà, mandati e ripetizioni familiari;
  • trasformare una narrazione in una scena di lavoro;
  • costruire e condurre una rappresentazione psicodrammatica;
  • utilizzare il Teatro Forum e coinvolgere lo spett-attore;
  • formulare domande che favoriscano consapevolezza senza imporre interpretazioni;
  • integrare Psicodramma, Teatro dell’Oppresso e Costellazioni Familiari;
  • accompagnare l’emergere di risorse e possibilità alternative;
  • adattare il metodo alle sessioni individuali attraverso oggetti e rappresentazioni simboliche;
  • mantenere una conduzione rispettosa, non direttiva e centrata sulla persona.

A chi è rivolta la formazione?

Il percorso è particolarmente indicato per:

  • costellatori familiari;
  • counselor;
  • coach;
  • professionisti della relazione d’aiuto;
  • operatori olistici;
  • studenti e allievi in formazione;
  • professionisti che desiderano integrare strumenti attivi, teatrali e sistemici nel proprio lavoro.

Iscrizione e agevolazioni

I posti sono limitati per permettere un lavoro adeguato e profesisonale

Puoi iscriverti pagando un webinar alla volta (clicca direttamente sul titolo del webinar)

Gli allievi delle Scuole dell’Università Popolare del Sociale hanno diritto a uno sconto del 10% inserendo il codice della scuola.


Non è necessario avere esperienza teatrale: non lavoreremo sulla performance, ma sulla capacità di osservare, sentire, rappresentare e trasformare le dinamiche relazionali.

Informazioni: segreteria@universitadelsociale.org